Ancona – Con Vittorio nel cuore oltre ogni ostacolo

In occasione della penultima partita di campionato della Polisportiva Antirazzista Assata Shakur abbiamo dedicato un minuto di silenzio per ricordare Vittorio Arrigoni e il suo impegno contro la guerra in Palestina.

Il minuto di raccoglimento è stato richiesto dalla Polisportiva Antirazzista Assata Shakur e subito concesso dalla Sportware di Osimo, organizzatrice del campionato di calcio a 7 di serie B.

L’iniziativa ha coinvolto i giocatori dell’Assata Shakur e della Jesina che insieme ai dirigenti e agli spettatori hanno sollevato bandiere palestinesi e uno striscione con su scritto: “Ciao Vik, Restiamo Umani“.

Abbiamo parlato tanto di Vittorio in questi giorni e per quante parole abbiamo pronunciato o udito, sicuramente non possono essere sufficenti per ricordare la sua persona e sopratutto il suo impegno nel tentare di cambiare il mondo.

Per noi lui c’è riuscito! Ce l’ha fatta! Perchè ogni giorno leggendo i suoi reportage ci ha stimolato ora come oggi a credere che nonostante le innumerevoli difficoltà e nonostante la irriducibile complessità che, solo in parte possiamo afferrare, sia possibile trovare un posto, una collocazione. E’ possibile restare se stessi senza snaturarsi, senza cedere ai ricatti, senza barattare i propri valori e la propria identità…

Fuori dai luoghi comuni e dalla retorica delle conversazioni da bar, sappiamo che Vittorio non poteva trovarsi da nessun’altra parte se non  là dove aveva scelto di stare.

Non smetteremo mai di ringraziarlo per non aver mai spento i riflettori sul vergognoso e profondamente intollerabile assedio nei confronti della popolazione palestinese.

Insieme a Vittorio continueremo a dire NO ALLA GUERRA e a sabotarne tutte le articolazioni con cui si manifesta, dalla Palestina a Lampedusa…

Polisportiva Antirazzista Assata Shakur – Associazione Shimabara – Collettivo Studentisco O.P.S. – Centro Sociale Lupo Osimo


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Reza, profugo da Ancona a Lampedusa

Si chiama Reza ha 27 anni ed è arrivato in Ancona dall’Iran il 16 febbraio. L’abbiamo conosciuto grazie a Sina, suo connazionale che da quasi un anno vive in Ancona. Sina è anche uno dei giocatori, o meglio dovremmo dire goleador, della squadra di calcio della Polisportiva Antinazista Assata Shakur.

Per noi tutti, ormai un figlio, un amico, un fratello. Dopo tanti problemi famigliari e dopo la disperata ricerca di un’occupazione che più volte ha trovato e perso, lunedì scorso gli è stato consegnato il permesso di soggiorno per motivi di lavoro con validità di un anno.

Sina è uno di quei ragazzi che ce la sta mettendo tutta. In poco tempo ha imparato a parlare e leggere l’italiano, si è costruito il suo mondo di relazioni, e nello stesso tempo sta aiutando la sua famiglia che attualmente vive a Teheran.

È uno di quei ragazzi “ribelli” che ha deciso di spezzare quel legame di oppressione che disciplina i comportamenti, così come le relazioni sociali della popolazione iraniana a cui costantemente viene negata la libertà. Tutto questo s’impatta violentemente soprattutto sulle nuove generazioni che, come per le popolazioni del Mediterraneo, oggi reclamano democrazia e diritti. È proprio in questo punto che le storie di Sina e di Reza si uniscono. Reza , quando ha deciso di lasciare da dissidente il proprio paese, l’ha fatto perché intravedeva la possibilità, qui in Italia, di ricevere quel aiuto necessario per tentare di vivere da uomo libero e non da perseguitato come nel suo paese.

Quando è arrivato in Ancona si è recato in questura per inoltrare la domanda come richiedente asilo politico. Il 22 febbraio è stato richiamato per le impronte digitali e, dopo averlo identificato, lo hanno invitato a presentarsi al centro di prima accoglienza per richiedenti asilo di Arcevia il 24 dello scorso mese.

Il 22 marzo, quasi un mese dopo, è stato trasferito in aereo, dall’aeroporto di Falconara, a Lampedusa. Attualmente si trova nel centro di Mineo insieme ad altre 2000 persone in condizioni estremamente precarie. Lui stesso, attraverso un’intervista telefonica, denuncia la scarsità del cibo e dei servizi igienici. Racconta che da quando è stato trasferito ancora non ha potuto farsi una doccia.

 Dice: “Sono spaventato perché nessuno mi sta spiegando perché sono qui e per quanto tempo dovrò rimanerci”. Quando gli chiediamo se conosce il motivo del suo trasferimento lui risponde così: “Mi hanno trasferito insieme ad altri 60 ragazzi, tutti richiedenti asilo politico,ci hanno detto che il centro di Arcevia era sovraffollato.”

Ad oggi ci sembra veramente incomprensibile quello che sta vivendo Reza e gli altri ragazzi che con lui soggiornavano ad Arcevia. Per questo pretendiamo che venga fatta immediata chiarezza sull’accaduto e che per loro, come per i migliaia di profughi che vengono costretti a stare a Lampedusa senza un radicale intervento umanitario, venga rilasciato un permesso di soggiorno che permetta a loro di muoversi liberamente e che gli garantisca la dovuta assistenza sociale che meritano.

Oggi, come ieri e come l’altro ieri ancora, richiameremo Reza per accertarci delle sue condizioni fisiche e per monitorare la situazione. La nostra paura così come quella dei suoi amici è quella di perdere le sue tracce , o nella peggiore delle ipotesi che venga , illegittimamente, rimpatriato.

Non può e non deve finire così!

Associazione Shimabara

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Ancona – UNITI GLI IMMOBILI ABBANDONATI PRENDONO PAROLA CONTRO LA CRISI

Oggi pomeriggio vecchi edifici abbandonati all’interno della nostra città hanno alzato la loro voce contro lo stato di precarietà in cui da molti anni versano.

Beni comuni lasciati a perire senza alcun progetto che possa in qualche modo riqualificarli, beni comuni che, come tali, rappresentano un patrimonio collettivo da valorizzare.

I palazzi rimasti vuoti da troppo tempo, hanno oggi  voluto denunciare la loro mancata collocazione all’interno di una città che sempre più necessita di interventi sociali strutturali al tessuto sociale che la caratterizza.

Cinque le scritte apparse sui differenti immobili.

La prima è apparsa sulla facciata delle ex scuole “Maggini” in Via Tavernelle:

Non abbandonatemi vorrei essere un centro di accoglienza per tutti i richiedenti asilo

Come ormai è noto, la città di Ancona si caratterizza per il suo porto situato all’interno della città che ci hanno sottratto con il pretesto della sicurezza e del declassamento. Le reti, i cancelli, i tornelli che ci separano dall’area portuale sono divenuti parte di tutto quel sistema che oggi regola e disciplina i flussi migratori. Sempre più persone tentano di giungervi e sempre più persone perdono la vita o nell’attraversata o, una volta sbarcati, schiacciati dai tir  a cui sono appesi. La crisi stessa e le conseguenze che portano le guerre e la povertà, costringono molti alla fuga, diritto imprescindibile che troppo spesso viene arbitrariamente negato. Per questo abbiamo voluto immaginarci uno spazio che accolga chiunque abbia bisogno di assistenza e protezione considerando che le emergenze crescono ogni giorno di più e  poco o nulla si fa  per fronteggiarle.

La seconda è apparso su uno degli edifici abbandonati dell’ex mattatoio, quartiere Vallemiano:

“Non abbandonatemi vorrei essere il laboratorio sociale Asilo Politico”

Siamo tornati là dove la nostra prima occupazione ha generato il progetto del laboratorio sociale presentato al Comune. Siamo tornati nello stesso luogo perché quella, è la casa che vogliamo e che attualmente rappresenta la trattativa in corso con l’assessore al patrimonio, Lassandari e l’assessore alle politiche giovanili, Brisighelli. Vogliamo concludere al più presto, così come gli stessi ci hanno promesso, vedendoci assegnato uno spazio. Attualmente dopo la discussione del progetto in Giunta si è previsto un ulteriore incontro, che ci auspichiamo avvenga i primi giorni della prossima settimana, con la   presenza aggiunta   dell’assessore alla cultura, Nobili che sembra non aver capito bene le finalità e soprattutto la necessità per Ancona di ospitare uno spazio autogestito con i progetti che di seguito abbiamo riportato. Per tale occasione sarà proiettata una presentazione in PowerPoint dell’intero progetto. I luoghi fino ad ora che ci sono stati proposti sono situati tra Casine di Paterno, Monteacuto e Massignano e ovviamente non sono stati da noi minimamente presi in considerazione a causa della troppa distanza con la città. Abbiamo ribadito che le attività che prenderanno corpo nel centro saranno promosse nella fascia diurna, e che dovendo, queste, coinvolgere differenti fasce di utenti è necessario un luogo facilmente raggiungibile.

La terza scritta è apparsa ad un vecchio dipartimento della Facoltà di Economia,  zona Duomo:

“Non abbandonatemi vorrei essere un  Ostello per studenti fuori sede”

Ancona è una città universitaria anche se molto spesso non è così che ci appare. Ci piacerebbe valorizzare la presenza di tantissimi ragazzi fuori sede che in questa città vengono per formarsi e costruire il  proprio futuro. Troppo spesso invisibili, non ci rendiamo conto della loro presenza che per noi rappresenta una ricchezza in termini di scambio e di socialità. Crediamo che Ancona abbia fortemente bisogno di luoghi in cui vivere le proprie amicizie e farsene di nuove. Abbiamo immaginato ad un ostello che rievochi la dimensione di accoglienza nella possibilità di rendere accessibile a tutti la permanenza in città, soprattutto in un momento in cui la casa sembra essere più un privilegio che un diritto.

La quarta scritta è apparsa all’ex cinema “Metropolitan” situato in Corso Garibaldi:

“Non abbandonatemi vorrei essere un centro di produzione culturale indipendente ed accessibile a tutti”

Non sappiamo quanti se ne siano accorti, ma tra i tagli del Ministro Bondi e i cari affitti, piccoli cinema e piccoli teatri o, hanno chiuso o sono in procinto di farlo. Il processo che è in corso porterà a due terribili conseguenze, che già stiamo pagando. La prima che sempre di più si riducano gli spazi per produrre e proporre buona cultura ad un costo sostenibile, e la seconda è che di conseguenza muoiono anche i luoghi, i quartieri in cui fino ad oggi vivevano questi centri. Ad esserne più minacciato è il centro di Ancona che tra attività commerciali in crisi  e piazze che non si possono più abitare in nome della sicurezza si sta nettamente spopolando non offrendo più niente per nessuno.

Rispetto allo spazio in questione è evidente a tutti il suo stato di abbandono. Ex cinema, ricoperto da impalcature da almeno 10 anni.

La quinta scritta è apparsa all’ex ospedale cardiologico, situato nei pressi del Pincio:

“Non abbandonatemi vorrei essere luogo di incontro e di lavoro per tutte le associazioni che non hanno un sede”

Tanti sono i gruppi informali e le associazioni che non hanno un centro di ritrovo ed una sede operativa per svolgere le proprie attività. Spesso per una mancata attenzione nell’assegnazione degli spazi si è generata la solita “guerra tra poveri” che di certo non aiuta a risolvere i problemi di ognuno. Per questo crediamo sia indispensabile unirsi affinché si  mettano insieme le problematiche organizzative e gli orizzonti comuni a cui si tende.

CENTRO SOCIALE “ASILO POLTICO”

Progetto di gestione e delle attività

Il Collettivo Studentesco O.P.S. insieme all’Associazione Shimabara richiedono la disponibilità da parte dell’amministrazione comunale di portare avanti un confronto sulla problematica degli spazi pubblici abbandonati. Tanti sono gli immobili pubblici che per molti anni vengono lasciati morire senza deciderne la destinazione d’uso, oppure laddove venga elaborato un progetto di riqualificazione, lo si accantona per mancata disponibilità finanziaria.

Oggi più che mai la crisi strutturale a cui stiamo assistendo vorrebbe imporre un modello di sviluppo che sempre più tende a distruggere il pubblico per incentivare l’iniziativa privata. È così per la scuola quanto per la sanità.

Anche per quanto concerne i nuovi rapporti di lavoro subordinato, esemplare è il caso di Mirafiori,  vengono cancellati i diritti collettivi dei lavoratori per indebolirne la forza contrattuale, così da isolarli, ricattarli e diminuirne le tutele. Sono passaggi importanti da sottolineare perché noi studenti, precari, migranti, vogliamo costruire il nostro futuro verso una direzione opposta.

Vogliamo creare socialità, solidarietà e unione tra chiunque voglia riappropriarsi dei nostri beni comuni.

Laddove oggi la crisi taglia i fondi alla cultura, provocando la chiusura di teatri e cinema che hanno spesso avuto anche un’importanza storica, avvertiamo l’estremo bisogno di trovare spazi dove  il produrre, esprimere e comunicare tale cultura, possa essere accessibile ed usufruibile per tutti.

Dove oggi la crisi impone leggi di mercato sempre più competitive senza che venga garantita la qualità dei beni e dei servizi, dove oggi lo sfruttamento fagocita i beni naturali e annienta la biodiversità fondamentali alla nostra sopravvivenza, noi proponiamo un modello di sviluppo che incentivi il contatto diretto con il produttore, che associ gli utenti nella ricerca dei prodotti e dei servizi migliori presenti sul territorio, agevolando prezzi d’acquisto sostenibili.

Vogliamo creare una rete solidale che sappia cooperare su diverse problematiche che vanno  dalla casa al permesso di soggiorno ai differenti contratti di lavoro alle problematiche della formazione e dei saperi.

Per realizzare questo progetto comune, in cui si possono promuovere e salvaguardare i diritti di tutti e tutte senza nessuna distinzione di età, sesso ed estrazione culturale, è necessaria una sede.

La nostra istanza si fonda sulla volontà di riqualificazione e valorizzazione di spazi attualmente inutilizzati, abbandonati, lasciati al degrado e di restituirli alla città senza costi per la collettività.

Di seguito proponiamo un elenco delle possibili iniziative che vorremmo realizzare all’interno del futuro centro sociale:

SPORTELLO ANTI-CRISI

Proponiamo uno sportello rivolto a chiunque necessiti di una consulenza in materia di migrazione, casa, reddito e famiglia.

Vorremmo organizzare uno sportello che sia socialmente interattivo, dove la persona che usufruisce del servizio ne diventa anche promotrice. Per realizzare ciò è necessario creare una rete di utenti che si uniscano per risolvere problematiche comuni quali lo sfratto, il licenziamento, la regolarizzazione di un cittadino straniero, la conoscenza dei servizi presenti sul territorio.

Vorremmo insomma offrire un servizio sinergico che metta in relazione più competenze oltre che creare una rete di cooperazione sociale.

AULA STUDIO

Uno spazio vorremmo allestirlo per chiunque voglia studiare autonomamente e/o incontrarsi con gruppi di studio che possano avere a disposizione un punto internet libero e gratuito.

Un ulteriore servizio, poi, sarà quello di mettere a disposizione lo spazio a insegnanti che seguano il percorso formativo dei ragazzi. Sempre di più le famiglie non possono sostenere le spese per le ripetizioni private necessarie per il miglioramento delle prestazioni scolastiche dei ragazzi. Inoltre esiste la volontà di molti insegnanti in pensione di dedicare, in maniera gratuita, il proprio tempo alla condivisione dei saperi che non si esaurito  con la fine  dei rapporti lavorativi.

ATELIER D’ARTE

Vorremmo dedicare uno spazio alla promozione artistica che, attraverso laboratori di pittura, di fumetto e di arte urbana (graffiti), stimoli la libera e creativa espressione.

Potrebbero essere organizzati dei corsi, anche in collaborazione con l’Accademia di Urbino, che coinvolgano ragazzi in situazione di handicap e giovani a rischio di devianza.

Periodicamente, da ultimo, potrebbero essere allestite mostre a testimonianza del lavoro svolto.

SPETTACOLO

La cultura è un bene a cui non tutti al giorno d’oggi hanno libero accesso. Per ovviare a questo vorremmo dedicare uno spazio alle attività di spettacolo, come teatro e cinema.

Si vorrebbe dare la possibilità di allestire spettacoli teatrali coinvolgendo quelle compagnie che non hanno la possibilità di esibirsi.

Saranno inoltre organizzati cineforum, dove la visione di un film sia stimolo per il nascere di una discussione in merito alle tematiche proposte.

SALA PROVE

Uno spazio verrà adibito alla promozione di gruppi locali emergenti. Spesso, infatti, oltre alla necessità di avere uno spazio dove incontrarsi per suonare, i gruppi musicali hanno anche bisogno di un luogo dove farsi conoscere e presentarsi al pubblico.

“BIOSTERIA”

Vorremmo offrire pasti popolari alle fasce più precarie della popolazione e coinvolgere anche donne migranti promuovendo corsi di cucina multi-etnica. Anche in questo ambito si vuole favorire una rete di cooperazione sociale che veda come protagonisti, negozi e grandi distributori alimentari che possono offrire cibi non venduti, così da diminuire i grandi sprechi a cui quotidianamente assistiamo.

INFO SHOP

Uno spazio vorremmo organizzarlo con libri,  audio-visivi, materiale informativo.

SCUOLA D’ITALIANO

In seguito alla vergogna  dell’’introduzione del permesso di soggiorno a punti, diventa fondamentale per il migrante la corretta acquisizione della lingua italiana, che gli consente  di mantenere e rinnovare la proprio permanenza nel nostro paese.

Vorremmo, pertanto, organizzare un’aula interattiva che faciliti l’apprendimento della lingua italiana e programmare uscite didattiche per la città affinché i migranti possano conoscere le caratteristiche del nostro territorio ed i servizi presenti.

PALESTRA POPOLARE

Vorremmo dedicare uno spazio per promuovere le discipline sportive predisponendo un ambiente adatto allo svolgimento dei corsi e stimolando attraverso incontri e dibattiti, una cultura dello sport come diritto per tutti senza limiti fisici, di età, di appartenenza sessuale e di genere, fuori dalle categorie sociali imposte e senza limiti di  provenienza culturale.

ORTO URBANO

Questo progetto fa parte del processo di conversione ecologica che molti oggi in Italia cercano di sperimentare.

Indipendentemente dalla possibilità di usufruire di un piccolo terreno annesso allo spazio sociale, ci piacerebbe stimolare una gestione collettiva di un orto urbano che venga messo a disposizione di chi ne necessita. I ricavati potrebbero essere reinvestiti in parte nel mantenimento del progetto stesso ed in parte distribuiti per scopi sociali.

 

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Ogni iniziativa sopra elencata verrebbe seguita da persone dedicate che sono state individuate o che si sono proposte in base a competenze, specificità e passioni personali.

Il cammino che abbiamo intrapreso non è solo nostro ma si affianca a quello di una  moltitudine che oggi ha deciso di non subire passivamente gli effetti della crisi, ma di trovare attivamente delle vie comuni di fuga da essa.

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Verso il 1° Marzo – Uniti contro il ricatto di un’esistenza precaria

Non si può tacere di fronte a quello che ormai da mesi assistiamo nei paesi dell’euro-mediterraneo.

Nuove e vecchie generazioni stanno reclamando libertà e dignità. Valori che si legano drammaticamente alla materialità di un’esistenza che costringe intere popolazioni a barattare la propria umanità con la parvenza di privilegi che in realtà sono diritti inalienabili di ogni persona.

Poter costruire un futuro certo con le garanzie di un lavoro degno e la libertà di poter scegliere le forme di vite con cui esprimere la propria identità, dovrebbero queste, essere condizioni imprescindibili.

Eppure oggi in Italia come, in Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Iran, Libia e molti altri paesi nel mondo si nega il diritto a un reddito garantito e l’accesso ai servizi minimi come quelli che dovrebbero promuovere la salute, l’istruzione e la mobilità.

La crisi oggi sta diventando l’alibi con cui giustificare questa paralisi. Pochi continuano ad arricchirsi grazie alla crisi e molti a causa di essa perdono lavoro e la certezza di una vita degna. Esistenze sempre più precarie che s’infrangono contro l’arroganza dei potenti che le costringe alla povertà e nello stesso momento le nega il diritto alla fuga, in una cinica morsa in cui viene negata la possibilità di valicare i confini dell’oppressione.

Oggi ci sentiamo tutti molto vicini, uniti contro questa crisi, uniti nella rabbia che sprigiona il suo eco fuori dai perimetri geografici e che come un’onda dal basso prende la sua forza.

Tanti sono i fratelli migranti che vogliono raccontare quello che sta succedendo nei loro paesi, spiegare i motivi delle proteste e costruire un ponte che ci unisca, fatto di cooperazione e solidarietà. Un ponte che unisca i nostri beni comuni e le speranze comuni di un mondo fatto da noi.

Per questo abbiamo lanciato un presidio in Ancona, quartiere Piano, in corso Carlo Alberto domenica 27 febbraio dalle ore 10.00.

Musica, poesia, parole, narrazioni di ribellione…

Associazione Shimabara – Collettivo Studentesco O.P.S. – Polisportiva Antirazzista “Assata Shakur” – Associazione Sguardo – Redazione di Urlo, mensile di resistenza giovanile – Circolo Africa –  Comunità tunisina – Comunità marocchina – Comunità egiziana – Comunità iraniana – Comunità libica – Comunità afgana

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Il via all’organizzazione del X Mondialito Antirazzista 2011

E’ iniziato con la prima riunione organizzativa il X MONDIALITO ANTIRAZZISTA, presenti oltre la Polisportiva Antirazzista “Assata Shakur”, l’Ass. Shimabara, Collettivo Student. O.P.S., C.S.O.A. Mezza Canaja, RomaniaLand, Perù Ancona, Argentina, Senegal, Ass. Sguardo, Circolo Africa, Bolivia, Cochabamba, Cusco, Marocco Ancona ed Egitto.

Non presenti ma che hanno già iscritto la loro squadra: Bangladesh, Marocco Vallesina, Equador Macarata, Alleanza Lima, Albania, Camerun, Afghanistan, Brasile, Libano, Tunisia, Espoire d’Africa.

Quest’anno in onore del X Mondialito, vi saranno molto novità, a partire dal nome, ribattezzato  come FESTIVAL, il torneo sarà di calcio a 8, (precedentemente di calcio a 5) e si disputerà al campo di posatora EX SAVERIANI; inoltre si terranno tornei di calcetto per i ragazzini e di pallavolo.  Sarà anche organizzata un’animazione per i più piccoli.

Allo sport affiancheremo dibattiti, mostre che affronteranno differenti tematiche per comprendere cosa signifighi oggi praticare l’antirazzismo e come riuscire a  dar voce alle sempre più frequenti discriminazioni   a cui  quotidianamente assistiamo. Vogliamo anche affrontare il complesso tema  della crisi strutturale che stiamo vivendo per cercare di immaginarci  un nuovo mondo  possibile che possiamo insieme costruire.

Inoltre si darà la possibilità a chiunque voglia, associazioni e non, di allestire propri stand e/o postazioni gastronomiche.

Una grande festa organizzatata tutti insieme per festeggiare degnamente il X anno di questo evento.

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Dopo l’occupazione l’incontro con il Comune per farci assegnare uno spazio

Venerdì sera, 28 gennaio, siamo usciti dal locale che ci siamo auto-assegnato nel quartiere Vallemiano dopo aver ottenuto un incontro, tenutosi la mattina del giorno dopo, con l’assesore al patrimonio Lassandari, l’assessore alle politiche giovanili Brisighelli, e con  i presidenti della prima e seconda circoscrizione. Dopo un lungo confronto e una dettagliata presentazione del progetto che abbiamo urgenza di concrettizare attraverso l’assegnazione di uno spazio adatto alle nostre esigenze, ci siamo conquistati l’inizio di un percorso che dovrà, da qui a due mesi, consegnarci il futoro centro sociale “Asilo Politico”. L’ex asilo risulta inagibile e per questo, così come dichiarato dai presenti, pericoloso. La prossima settimana verificheremo l’inagibilità o meno della struttura con un tecnico che dovrà fare un sopraluogo nell’edificio in questione.

In questi due mesi, inoltre, presenteremo il progetto scritto al Comune ed insieme verificheremo le soluzioni più idonee. Abbiamo specificato che non chiediamo uno spazio già ristrutturato, al contrario siamo completamente disponibili nel farci carico di possibili lavori necessari a rendere la struttura  agibile e fruibile da tutti. Lunedì prossimo vaglieremo insieme all’assessore Lassandari la possibilità di concederci uno spazio temporaneo che renda più gestibile le iniziative che abbiamo in corso.

Appena avremo stilato il progetto dettagliato da presentare all’amministrazione comunale sarà nostro piacere condividerlo pubblicamente con chiunque voglia insieme a noi progettare dal basso una nuova città e una nuova relazione tra questa ed i suoi abitanti.

Associazione Shimabara – Collettivo Studentesco O.P.S.


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Ancona – Contro la crisi riprendiamoci i nostri beni comuni

 
Oggi 28 gennaio, nella giornata dello sciopero generale indetto dalla FIOM, è stato liberato uno spazio abbandonato della nostra città nel quartiere Vallemiano. Dopo il picchetto della notte appena trascorsa davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat (New Holland) di Jesi  e dopo la manifestazione al porto della mattinata, come Associaione Shimabara e Collettivo studentesco O.P.S. ci siamo auto-assegnati  una sede.

Questo gesto vuole unire diverse soggettività e diverse esperienze che hanno in comune l’esigenza di progettare una via di fuga dalla crisi sistemica che ci ha investito e a cui stiamo assistendo. Il luogo che abbiamo scelto è un ex asilo lasciato inutilizzato da tanti anni sul quale i progetti elaborati non trovano nell’immediato una realizzazione concreta a causa della solita mancanza di fondi da investire.

Sull’intera area denominata “ex mattatoio” già da diverso tempo è prevista una riconversione che vedrebbe gli edifici annessi alla zona in questione divenire centro di aggregazione rivolto a soggetti di diverse fasce d’età promuovendo iniziative sociali e culturali. Siamo assolutamente favorevoli alla costruzione di spazi che valorizzino la città di Ancona tramite l’offerta di iniziative quali aggregazione, servizi e consulenze. Per questo motivo, il progetto politico e sociale (sempre che queste due parole si possano separare) che vogliamo proporre alle amministrazioni locali, ai sindacati, al mondo dell’associazionismo, ai precari, ai migranti, agli studenti, alle famiglie anconetane sempre più strette dalla morsa della crisi va in quella direzione.

Avvertiamo l’urgenza di pensare e progettare una riconversione sociale ed ecologica (da intendersi non solo nell’accezione ambientale) che superi l’attuale modello di consumo in cui l’accesso ai beni, ai servizi così come ai diritti viene concesso in maniera individuale. Attraverso questo spazio da noi chiamato Asilo Politico, vogliamo trovare e provare a sperimentare forme di consumo e di produzione condivise e quindi collettive. Condividiamo, ad esempio, e vorremmo promuovere l’operato proposto dal centro Casa delle Culture situato nella zona adiacente all’area da noi individuata in quanto reputiamo che l’unirsi e l’incontrarsi è condizione indispensabile per riprenderci il nosto futuro!








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Rifiuti Zero: non uno slogan ma necessità di recupero e riciclo totale della materia

Oggi abbiamo assistito ad Ancona al Consiglio Comunale monotematico dedicato ai rifiuti.

Nella prima parte della discussione sono intervenuti i referenti istituzionali come l’Assessore Franzoni, l’Ingegnere Brescia della Provincia e l’Ingegnere Massimo Stella del Consorzio ConeroAmbiente il quale ha presentato il nuovo possibile impianto attraverso delle slide proiettate in aula (che di seguito abbiamo riportato).

Le controparti intervenute che hanno riscosso molta approvazione tra gli auditori sono Carla Poli, responsabile dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Vedelago (TV), l’imprenditore Russotto che da 25 anni si occupa della preparazione di manufatti derivati dalla lavorazione dei materiali differenziati e un medico oncologo rappresentante dell’Associazione medici per l’ambiente. La controparte ha evidenziato come il 50% dello smaltimento dei rifiuti derivato dalla raccolta differenziata non sia da considerarsi un risultato soddisfacente e che non possa tollerarsi un impianto che produca CDR – ovvero combustibile da rifiuto – il quale crea a sua volta veleni, composti principalmente da diossina e metalli pesanti. L’oncologa ha citato vari studi epidemiologici sottolineando che l’inceneritore porta un grado di inquinamento che oggi è possibile evitare, perché tante sono le sperimentazioni e le ricerche in questo settore.

Per questo, e per molte altre conseguenze che riguardano la modificazione del territorio e quindi dello spazio di vita individuale e collettivo, riteniamo prioritario ed indispensabile allargare la discussione con chiunque voglia prenderne parte. La numerosa presenza nell’aula degli auditori del Consiglio Comunale, dimostra l’interesse e la volontà di difendere i beni comuni come patrimonio di vita, fuori da una gestione privata controllata da pochi.


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Ancona – iniziativa in solidarietà agli operai di Mirafiori

“Và il piano Marchionne, và piano il paese”

Oggi abbiamo manifestato la nostra solidarietà con gli operai della fabbrica Mirafiori di Torino. In questo momento gli operai stanno votando il referendum-ricatto sul piano Marchionne che distruggerà 50 anni di lotte sindacali e di rivendicazioni dei diritti dei lavoratori. Oggi il vertice della FIAT, troppo atratto dal mercato estero, cerca in tutti i modi di sfruttare le fabbriche che l’azienda possiede sul suolo italiano; per farlo ha bisogno di togliere la libertà agli operai da cui trae profitti.

Gli operai sono stati messi di fronte ad un vero e proprio ricatto: scegliere di difendere i propri diritti e le proprie lotte, rischiando automaticamente la perdita del lavoro, o sottomettersi al nuovo regime lavorativo che, se in parte può garantire a loro la sopravvivenza, dall’altra li riduce a valere quanto un pezzo di ricambio.

Per questo abbiamo organizzato un presidio in Piazza Roma in cui abbiamo legato un manichino ad una sedia con lo scopo di narrare la condizione in cui Marchionne vorrebbe chiudere gli operai.

Dopo aver volantinato e aperto uno striscione, si sono susseguiti gli interventi promuovendo la giornata di sciopero generale del 28 gennaio.

Colletivo Studentesco O.P.S. – Associazione Shimabara

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Una befana per tutti!

Vi aspettiamo giovedì  6 gennaio dalle ore 9,00 in Via Monte Vettore Ancona (Quartiere Posatora) – presso i Campi Sportivi  “I Cedri”

Momento di festa, momento per stare tutti insieme, piccoli e grandi! Momento per festeggiare la befana di tutto il mondo!

Per l’occasione infatti verrà a trovarci la befana sudamericana che, come nel mondo che vogliamo noi, arriverà senza passare da nessuna frontiera e senza documenti! Arriverà con l’unico desiderio di conoscere luoghi e persone nuove, per condividere progetti comuni. Perché questo deve essere  il mondo di tutti!

Programma della giornata:

Dalle ore 9,00 alle ore 14,00 torneo di calcetto

Dalle ore 10,00 alle ore 13,00 torneo di pallavolo organizzato dalle donne peruviane

Ore 14,00 pranzo completo con  grigliata di carne

Ore 16,00 consegna della befana ai bambini presenti, giochi e animazione!

Costo del pranzo: 15 euro

Per iscriversi ai tornei : Wilmer 329 0496862

Per prenotare il pranzo: Gaia 331 5435126  – Alessio 320 1189555

Associazione Shimabara – Polisportiva Antirazzista Assata Shakur

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